venerdì 12 novembre 2010

notturnoimperfetto

Perdonami,
se ora mi guardi
e ti sembro così immorale.
Ma non sai che molte volte sto male
come quando sei andata via,
nello strazio e nel silenzio
che ho accumulato di giorno in giorno.

Perdonami,
se ora mi senti
e ti sembro così immorale.
Ma non sai che molte volte piango di nascosto
come non ho fatto quando sei andata via
e mi convincevo di essere unico,
maturo e pronto a dirti addio.


Ti ho visto sfiorire nella notte,
in un campo di terra bianca e liscia.
Ora proteggi come hai sempre fatto.
E sentirò le tue mani ruvide,
vedrò le sfumature dei tuoi occhi spenti.

giovedì 11 novembre 2010

atto di comprensione

Credimi,
io ti capisco
e ti assolvo.
Perchè è inutile giustificarsi,
è troppo presto per scusarsi.
Guardavo il cielo azzurro
provando un forte senso di colpa,
come se meritassi di sentire tutto il freddo di dicembre.
Mi sono ripromesso di mantenere la calma,
e così ho fatto, anche nelle situazioni più tragiche.
Poi arrivò il tuo momento:
esordisti con parole di lode
e mi lasciai prendere,
con i soliti dubbi, con quei baci umidi e freddi.
Ora mi porgi i tuoi pensieri e mi rivedo
mentre abbracciavo l'aria gelida di dicembre,
come punizione corporale.
Sbagliavo.
Tu non fare lo stesso.

domenica 7 novembre 2010

un grande pregio

mi richiamo fuori dalle convenzioni,
dal gioco delle parti e dal gioco dei ruoli.
mi richiamo fuori dalle oppressioni,
dal vivere come-vorrebbero-che-sia.
e vi lascio dentro le convulsioni
delle vostre psicosi, con la sfrenata voglia di parlare,
sparlare, dire e ridire, giocare, scherzare,
stupirsi di niente.
come se annoiare fosse un grande pregio.

martedì 5 ottobre 2010

il contrario di tutto

sentirsi vivi senza calore
e poi immaginarsi di essere eroi,
immaginarsi immortali,
pensando di essere il contrario di tutti.
vorresti dire che non era vero?
troppo reale, si,
quanto blu è il mare in inverno.
eppure avevi da contraddirmi,
sperando che io credessi a sfumature violacee e verdastre.
i nodi nei capelli, il senso del distacco.
la nostra sensibilità
e questo pronome al plurale che divoravo
non sapendo cosa pensare,
non sapendo cosa mangiare.

giovedì 1 luglio 2010

il fascino di comode scelte

il tutto e il niente,
il sesso di gruppo.
i sorrisi che regali,
le parole che non dici.
il caffè, il fumo,
le tazzine post-moderne.
le carezze e gli schiaffi,
le tue lenzuola e il mio cuscino.
le uscite cinematografiche e i dischi più belli,
atmosfera e suggestione.
atmosfera, l'indecisione.
[prendimi le mani, prendile.
non voltarti, prendimi le mani.]

domenica 20 giugno 2010

mi dispiace

Il mio errore non avrà rimedio,
riuscirò a malapena a ricucire questa ferita.
Per ogni parola non detta, per ogni pensiero taciuto.
Se la mia presenza avesse potuto cambiare qualcosa,
sono pronto ad assumermi ogni colpa.
Il cacciatore col fucile che non spara,
o spara senza colpire la preda.
Se la mia presenza avesse potuto cambiare qualcosa.
Sarebbe stato troppo bello.
Il senno del poi, vorrei liberarmene.

giovedì 27 maggio 2010

due piedi, in-una-scarpa

Potrebbe essere una sfida:
camminare con due piedi in-una-scarpa.
No, non lo è.
è piuttosto il risultato
di un gioco malato.
Situazioni, possibilità
si scontrano e si affollano.
Se fosse possibile, farei a meno di questo gioco,
farei a meno di tutto.
I piedi, in-una-scarpa, convivono
ma alla fine soffrono
e sudano.

mercoledì 19 maggio 2010

verboessere

Sono la pioggia, sono la neve,
sono il gelo, la pietra più fredda.
Sono il nero, sono il grigio,
sono il buio, sono l'eclisse.
Sono tonalità minore, sono urla di strazio,
sono la noia, sono la fine.
Sono il disastro, la tragedia,
sono la pausa, sono il silenzio.
Sono il mai, sono il forse,
l'incompiutezza, sono il superficiale.
Sono inodore, sono disgusto,
sono il niente, sono polvere.
Sono il vuoto, sono la fine,
sono il dolore, sono l'amore.
Sono e sono come sono,
sono l'oblio, sono il ricordo.