Aveva un cane al guinzaglio:
era bianco, ringhiava e mi fissava
mentre passavo per quella strada.
Era uno di quei cani che spaventano.
Aspettavano l'autobus, non ricordo quale fermata,
non ricordo quale direzione avessero.
Mi fermai a guardare il cane, avevo paura.
L'identità di quella bestia bianca iniziò a cambiare,
non ho mai capito cosa sarebbe diventato.
Andai via, sotto la pioggia.
Il suo padrone, in realtà, era un'ombra,
ma sapevo che nome dare a quella figura.
Aspettavano l'autobus, non ricordo quale direzione avessero.
Forse, non mi interessava saperlo.
Infatti andai via, sotto la pioggia.
lunedì 9 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
"Capiterà di vederci"
Mi disse così,
alzando la testa al cielo e
cercando di prevedere l'arrivo della pioggia.
Non ho mai capito se fosse un addio,
nè un rinvio di appuntamento.
Forse non è mai stato niente di ciò,
una scusa, qualcosa buttata sul momento.
In quei giorni, sentivo nell'aria qualcosa,
un presentimento acre e stridulo.
Mi disse: "capiterà di vederci"
e non ebbe il coraggio di guardarmi.
Io risposi: "inizierà a piovere",
quasi per scongiurare
la troppa pesantezza del discorso.
Non ho mai capito sei fosse un addio
o una sorta di arrivederci.
Iniziò a piovere e l'aria si impregnò
di quell'odore acre e stridulo.
Ci salutammo
e non ci rivedemmo più.
alzando la testa al cielo e
cercando di prevedere l'arrivo della pioggia.
Non ho mai capito se fosse un addio,
nè un rinvio di appuntamento.
Forse non è mai stato niente di ciò,
una scusa, qualcosa buttata sul momento.
In quei giorni, sentivo nell'aria qualcosa,
un presentimento acre e stridulo.
Mi disse: "capiterà di vederci"
e non ebbe il coraggio di guardarmi.
Io risposi: "inizierà a piovere",
quasi per scongiurare
la troppa pesantezza del discorso.
Non ho mai capito sei fosse un addio
o una sorta di arrivederci.
Iniziò a piovere e l'aria si impregnò
di quell'odore acre e stridulo.
Ci salutammo
e non ci rivedemmo più.
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